Gli studenti universitari ai tempi della crisi.

indagine eurostudent

Nonostante il peso della crisi economica, i giovani studenti continuano a credere nella laurea come strumento di realizzazione personale. I fuori sede sono diminuiti drasticamente (24%) e la maggior parte, oltre ad essere pendolare, affianca allo studio anche il lavoro.

Sono questi i risultati dell'ultima indagine Eurostudent sulle condizioni di vita e di studio degli univeristari italiani, realizzata dalla Fondazione Rui in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

L'indagine prende in esame un campione di 4.499 studenti di tutte le università italiane, iscritti nell'anno accademico 2008-2009. La ricerca conferma le difficoltà in cui si muovono gli studenti universitari in questi tempi di crisi ma anche il grande spirito di sacrificio con cui affrontano gli studi.

I dati da segnalare riguardano la percentuale degli studenti pendolari: il 73% del campione è costituito da  ragazzi che hanno scelto di restare a casa con i genitori e si danno da fare con dei "lavoretti" periodici. Soltanto il 24% è fuori sede e di questi la maggior parte vive in alloggi condivisi.

La percentuale di studenti lavoratori aumenta all’aumentare dell’età: lavora il 22 per cento dei ventenni, il 48 per cento dei 24-27enni e l’83 per cento oltre i 27 anni. E se fino a 24 anni si tratta di "lavoretti"saltuari, dopo i 27 il lavoro diventa più stabile nel 68% dei casi.

Altro elemento rilevante emerso dal dossier è l'atteggiamento critico di molti univeristari verso la carenza di strumenti di sostegno agli studi. Oltre due terzi del campione non ha ottenuto aiuti economici, solo il 7 % ha ricevuto una borsa di studio soprattutto da enti di diritto allo studio, che si mostrano i più "generosi" nella fornitura di sussidi economici.

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