Ed il viaggio continua!
Il mio viaggio continua, o forse inizia! Da adesso son ufficialmente annoverabile tra gli studenti erasmus della Yildiz Universitesi di Istanbul. O almeno mi piacerebbe molto! Non mi resta quindi che andare all’università per sbrigare tutti gli impicci burocratici.
Per ora il mio alloggio provvisorio ostacola un po’ la mia vita universitaria ed “erasmus”. Vivo ahimè nella parte asiatica di Istanbul e la YILDIZ sta nella parte europea, mi separa perciò da essa una strisciolina di mare chiamato Bosforo. La distanza effettiva in realtà non è molta ma questa città è la materializzazione del caos! A volte guardando Istanbul ho la sensazione che la “nostra” Roma non sia così confusionaria e trafficata come ho sempre pensato. Quando finalmente arrivo all’università tutto sembra più semplice. In dieci minuti divento definitivamente studente universitario grazie alla fantastica tessera identificativa; mi viene poi consegnato ancora il foglio per avere l’AKBIL, il comodo “bottone” con cui hai lo sconto per i mezzi pubblici: inoltre mille informazioni su corsi, biblioteche e quant’altro.
Non mi resta che chiamare il mio Buddy, lo studente turco che mi aiuterà ad avere indicazioni sul “tempo libero” degli studenti. In men che non si dica, con la prontezza e la disponibilità tipica dei turchi arriva e subito mi invita a conoscere gli altri studenti. Sono per la maggior parte turchi ma c’è anche un italiano e in Italia vive a 20km da casa mia! Wow! Per qualche istante mi sembra di essere tornata a casa.
Sono subito invitata a restare a cena e, ovviamente, per il dopo cena “c’è una festa” mi dice. E allora festa sia ma poi stanotte a casa come ci torno? Ovviamente in pieno stile erasmus, contornata da qualcosa di tipicamente turco sono invitata anche a restare per la notte: in casa c’è un letto in più, e domani sarà servita anche la colazione.
Mi viene subito da pensare “Sounds good”! La cena mi aiuta a memorizzare i nomi di tutti e subito dopo in giro per Besiktas. Questa città non dorme mai, mai si riposa, è piena di gente: ragazzi, turisti, famiglie con tanti bambini. Ci sono mille locali sul corso principale, ma c’è ancora altro da vedere e ti basta solo girare l’angolo. La serata prosegue in allegria, tra una birra e un nuovo amico, tra un nuovo locale e una risata.
È quasi l’alba ormai ma noi siamo troppo felici stanotte: siamo giovani, abbiamo le redini delle nostre vite in mano, abbiamo ancora tante cose da dire e da raccontare e da ascoltare, non siamo ancora stanchi di tradurre in inglese, in turco, spagnolo o chissà quale altra lingua sarà la prossima!
Siamo rimasti in pochi però e all’unanimità decidiamo che in riva allo stretto del Bosforo è il posto migliore dal quale aspettare che il sole ci dia il buongiorno.
E siamo qui ora, seduti vicini alla “stazione della barche” fissando l’orizzonte, guardando il ponte che collega due così diversi continenti ascoltando i mille suoni che Istanbul ci regala: il muezzin che scandisce le ore pregando, i clacson dei frenetici automobilisti turchi, le barche che fanno spola tra Asia e Europa, le voci delle persone che parlando al telefono corrono a lavoro e il silenzio dei pescatori che ci fanno compagnia in questa attesa.
Il sole sta per arrivare e sta aprendo le porte a nuove opportunità, nuovi sogni, speranze, pensieri e forse per qualcuno oggi sarà un brutto giorno. Noi siamo pronti a dargli il benvenuto e a domandargli di essere con noi generoso e indulgente come chi l’ha preceduto.








Comments
Sounds good : "studente erasmus della Yildiz Universitesi di Istanbul"...
sarà perchè siamo tutti sulla stessa barca...sarà perchè capiamo poco di questa lingua...sarà perchè pochi hanno la possibilità di fare questa esperenzia tanto semplice tanto unica...ma questo è lo stile erasmus!
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