Happy end

Dirittura d’arrivo: la prenotazione aerea è stata fatta, ora si devono solo preparare i bagagli.

Apro la valigia vuota, riposta sull’armadio quasi sei mesi fa, e inizio a riempirla: vestiti, vecchi e nuovi; libri (in italiano, inglese e anche in turco!) e qualche regalo. Sembra non manchi niente. Mi siedo sul letto, mi guardo intorno e controllo di non aver dimenticato niente. Con lo sguardo nella valigia e con i pensieri rivolti a questi ultimi sei mesi, metto negli spazi vuoti la preghiera del muezzin delle 6:15 del mattino; il campus universitario e la Barbaros Boulevard in fondo alla quale si vede il porto di Besiktas e il Bosforo e il Corno d’Oro e ancora l’Asia; le serate sulla Istiklal Caddesi tra un locale e l’altro, dando il buongiorno agli spazzini che pulivano le strade; le corse in dolmus chiedendomi ogni volta se la paura di fare un incidente era inclusa nelle 2 turkish lira; i pomeriggi passati a bere çay e giocare a tavla in un surreale silenzio mentre tutto intorno il mondo continua a correre; le passeggiate sul Galata Bridge tra l’odore di balık ekmek cotti sulla barca e l’infinita pazienza dei pescatori che aspettano che gli hamsı abbocchino. Stringendo un po’ le cose posso anche mettere i sapori e i profumi dei cibi turchi, così speziati e particolari e il gusto estremamente dolce dei baklava e degli altri dessert.

Mi manca solo di sistemare gli sguardi e le risate, le discussioni e le confidenze scambiati in questi mesi con gli altri, erasmus e non. Ma queste sono cose fragili, le vorrei conservare e custodire perché possano diventare delle vere amicizie. Le metterò allora nel bagaglio a mano, così che anche durante il viaggio di ritorno possa aprere la borsa e sorridere e godere ancora di queste persone, e di questi mesi, che leggerò per sempre nei loro occhi ogni volta che ci rivedremo in qualche posto nel mondo.

Chiudo tutto e sono pronta, mi aspettano la mia cena e la mia festa di arrivederci: vivremo ancora tutta la notte con l’intensità che ho imparato ad assaporare grazie a questa esperienza.

L’augurio che mi farò e che farò agli altri stasera è di non perdere mai la gentilezza, la spontaneità e la cordialità con cui la Turchia ci ha accolto e che ci sono poi state insegnate.

Teşekkür ederim, görüşürüz!


Comments

Sono commosso... l'hai mandato a cittateneo? Ma sei già in Italia? Fammi sapere che ci si vede e mi racconti, e poi voglio vedere un sacco di foto!!!

P

Ciao Admin!! ;)
io sono di nuovo a mc totalmente ammalata di sindrome post erasmus ahimè!
su cittateneo pubblicheranno un altro articolo, non c'era abbastanza spazio.. ma sono strafelice anche così OVVIAMENTE!!!
ci si vede in questa di mc?! ti aspetto

non so quante volte ho letto questo articolo...ma ogni volta mi vien da piangere...mi rivedo tra le righe...
mi auguro che non perderai mai la gentilezza e la spontaneità con la quale mi hai accolto e con la quale accogli il mondo che ti circonda...TI VOGLIO BENE.
meriù

ben de meriù:
ti faccio lo stesso augurio e anche io te ne voglio tanto..

sono felice che ti ritrovi tra queste righe, forse potranno allora trasmettere anche agli altri alcune delle sensazioni che abbiamo provato noi..

ilenia.... smettila di scrivere come nei libricini di narrativa!! ahahahah! ben tornata! ;-)

abbi il coraggio di firmarti PEPS!!! ahahha grazie!

Che dire...ti ho spinta a fare questa esperienza e sono contenta per come ti ha accresciuta (in senso metaforico ovviamente, dato che rimani comunque puffetta eheheh )

ma certo!! che credevi che crescessi sul serio?!?! ahahahah!!
grazie mille maura per aver insistio un pò.. l'erasmus è un'esperienza così unica.. e poi ad Istanbul!! non ci sono parole per descriverlo come si dovrebbe!

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