Il sociologo Ulrich Beck ha coniato il termine "società del rischio" per sottolineare la pervasività delle incognite legate allo sviluppo tecnologico applicato ai settori più disparati: a partire dalla produzione di energia e dalla locomozione fino ad arrivare all'automazione della maggior parte dei processi produttivi, alla medicina e all'informazione. L'analisi del rischio nasce nell'ambito dell'ingegneria industriale ma si estende rapidamente a discipline tanto di tipo umanistico quanto di tipo socio-psicologico. L'importanza di queste ultime è emersa soprattutto nell'ambito di dibattiti pubblici volti a stabilire l'entità del consenso (accettazione del rischio) attorno a determinate tecnologie (quali ad esempio il nucleare): si trattava in questi casi di determinare il ruolo svolto dalla percezione soggettiva del rischio nella valutazione delle tecnologie e l'influenza esercitata dalle variabili ad essa sottese (reversibilità del danno, potenziale catastrofico, etc.) nel flusso comunicativo tra istituzioni ed esperti da una parte e cittadini dall'altra.
Tra le discipline umanistiche a occuparsi di rischio, il diritto e la filosofia svolgono un ruolo di rilievo. Le varie discipline giuridiche tanto di diritto pubblico (amministrativo, ambientale, costituzionale, commerciale, comunitario, penale, processuale, regionale) quanto privato (civile, industriale, del lavoro) sono state chiamate a definire i limiti, gli obblighi e le modalità di intervento atte a salvaguardare i beni eventualmente minacciati dalle emergenti tecnologie. D'altra parte, le difficoltà poste dall'incertezza intrinsecamente legata alle situazioni di rischio ha evidenziato in maniera crescente la dipendenza del diritto dall'epistemologia e in particolare dal paradigma offerto dalla teoria Bayesiana della conoscenza e della decisione. L'influsso di tale paradigma è innanzitutto evidente nella stessa definizione di rischio universalmente adottata da regimi regolatori di diverse tradizioni giuridiche ed aree geografiche. Tale definizione individua nella probabilità e nella magnitudo le due componenti essenziali del rischio. La rilevanza giuridica di un rischio è quindi stabilita quantitativamente in relazione all'entità del danno atteso bilanciato dalla probabilità dell'evento. L'incertezza epistemologica viene giuridicamente regolata dal principio di precauzione (in dubio pro secutirate), tuttavia, la sofisticazione delle tecnologie e l'estensione della dimensione incognita (si vedano ad esempio le nanotecnologie) mostra sempre più i limiti di tale approccio.
Dal punto di vista qualitativo inoltre, si vede come eventuali conflitti tra diversi beni fondamentali quali la salute, la dignità della persona, la vita umana, l'ambiente non possano essere risolti con una comparazione quantitativa del prodotto magnitudo/probabilità.
Una dimensione fondamentale che si aggiunge alla magnitudo e alla probabilità è quindi quella del tipo di rischio: rischio ambientale, per la salute, rischio sociale, politico, etc. In generale la valutazione del rischio dovrà tenere presente le implicazioni etico-giuridiche che seguono dalla distinzione tra rischio materiale (fisico) e un rischio etico (morale) in relazione all'incertezza epistemologica.
La parte teorica del corso si occuperà di presentare queste problematiche con particolare attenzione al ruolo svolto dalla comunicazione nell'ambito della gestione del rischio.
A seguire la parte teorica viene presentata una serie di case histories mutuate dal settore istituzionale-politico (il rischio ambientale) e sanitario (il rischio farmaceutico). L'analisi comparativa dei vari casi e dei diversi settori di rischio mirerà a rinvenire analogie e ad identificare peculiarità tipiche di ciascun ambito.
La parte finale del corso vedrà gli studenti partecipare ad un progetto di ricerca empirico volto ad analizzare un aspetto specifico della comunicazione del rischio convenuto con il docent
testi (A)dottati, (C)onsigliati:
1. (C) Beck, U., La società del rischio, Carocci, Roma, 2000, cap. I-III
2. (A) Bevitori, P. (ed.), La comunicazione dei rischi ambientali e per la salute. Strategie di comunicazione del rischio e analisi di alcuni casi reali, Franco Angeli, Milano, 2004,
3. (A) Austin, J., Come fare cose con le parole, Marietti, Milano, 1987,
4. (C) Burkhardt, A., Soziale Akte, Sprechakte und Textillokutionen. A. Reinachs Rechtsphilosophie und die moderne Linguistik., Niemeyer, Tübingen, 1986, Introduzione e cap. I
5. (C) di Fabio, U., Risikoentscheidungen im Rechtsstaat., Mohr, Tübingen, 1994, cap. 15
6. (C) Gigerenzer, G., R. Selten, Bounded Rationality. The adaptive toolbox., The MIT Press., Cambridge, Massachusetts, 2001, cap. I-III, VIII, IX
7. (C) Kahneman, D., P. Slovic, A. Tversky, eds., Judgment under Uncertainty: Heuristcs and Biases., CUP, Cambridge, 1982,
8. (C) Ramsey F. P., I fondamenti della matematica e altri scritti di logica, Feltrinelli, Milano, 1964, cap. VII
9. (A) Slovic, P., The Perception of Risk, London & Sterling, VA: Earthscan, 2000, I, II, V-VIII, XIII-XVIII
altre risorse / materiali aggiuntivi:
F.P. Ramsey (1926) "Truth and Probability", in Ramsey, 1931, The Foundations of
Mathematics and other Logical Essays, Ch. VII, p.156-198, edited by R.B. Braithwaite,
London: Kegan, Paul, Trench, Trubner & Co., New York: Harcourt, Brace and Company.