Saltarellando

Saltarellando

Devo dire che mi sono presentato al Cinema teatro Italia con molta curiosità ed anche con un pizzico di scetticismo.
Una serata dedicata al saltarello e alla musica popolare. Una proposta difficile ho subito pensato. Tradizione e Tradimento il titolo della serata. Impegnativo, mi sono detto. Addirittura con tre gruppi (Li Mazzamurelli de li sibillini, I Traballo e i Vincanto) a rappresentare la musica popolare di tutte le Marche. Beh, ho seguito la mia curiosità ed ho sfidato il mio scetticismo.

Ho capito che ne era valsa la pena già ascoltando le prove prima dell'inizio dello spettacolo. Ho realizzato che l'aver sfidato, oltre al mio scetticismo, anche un tempo infame, sarebbe servito a riempirmi la serata. Così è stato.

Ma la curiosità era ancora forte, soprattutto per quel titolo che mi intrigava così tanto. Così mi sono avvicinato ad uno degli organizzatori ed ho chiesto: "Scusami Claudio, ma perchè chiamare uno spettacolo del genere Tradizione e Tradimento?".

Claudio, pieno di passione e di quel pò di umiltà che non guasta mai, ha trovato le parole giuste per spiegarmi l'essenza di questo "viaggio breve" nella musica delle Marche, che si concluderà il 28 aprile con lo spettacolo di avanguardia di Roberto Zecchini. "Vedi Donato, mi rendo conto che il titolo sia impegnativo, ma volevamo provare questo aspetto dello sperimentale presentando, questa sera, la musica tradizionale, il patrimonio marchigiano, abbinando ad essa, stasera e nelle serata successiva, tutto ciò che dal tradizionale si discosta, ma che da esso trae origine. Non esiste tradizione senza tradimento".

Quel discorso mi ha così affascinato...ed io che pensavo che il saltarello fosse una musica, come dire, passata, che appartenesse alla tradizione appunto, ma nulla più, sono stato smentito in un attimo.

Ho ascoltato una musica ancora viva, forse più che mai. Ho visto ragazzi di venti e trent'anni suonare e ballare sul palco con un energia da invidiare, con una bravura che ammiravo immerso in quel battito di mani del pubblico. Ho visto ragazzini di 14 anni suonare alla perfezione l'organetto, o bambini danzare come tarantolati dietro al ritmo della musica. Ho visto gente della mia età scatenarsi ai lati della sala a ritmo di musica.

Ho capito che la tradizione non muore, non è mai cosa del passato. Ho capito che, a volte, esistono dei gran bei tradimenti, ma così belli che forse ti ritrovi alla fine della serata ripensando a quella frase "...non esiste tradizione senza tradimento".


Comments

Non posso esimermi dal fare i complimenti allo scrittore di questo articolo. E complimenti allora anche agli organizzatori della serata che hanno inspirato il nostro "reporter".
Grande Donato!
Grande Claudio!

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